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Leone in gabbia

“Come fai dopo tanto tempo a non aver ancora capito appieno com’è fatta?”

“Perché è assolutamente fuori dal comune, sia nel bene che nel male”.


Però c’è stata di recente un’occasione in cui ho visto qualcosa di più dal solito, in cui sono riuscita a vedere l’essenza di questa persona così complicata e tormentata ma anche tanto innocente nella sua vera essenza. Successe un brutto episodio che colpì un cane in maniera abbastanza macabra. Ho sempre notato che lei ha una considerazione per il mondo animale molto più alta di quella per gli essere umani. Non ha affatto tutti i torti. Gli animali non sono mai cattivi, quando lo sembrano seguono solo il loro essere o lo sono per istinto di sopravvivenza. Quello che secondo me ci distingue dal mondo animale è la cattiveria che non è istintiva, ma è costruita appositamente per danneggiare qualcuno o qualcosa. Lei crede in questa netta inferiorità degli uomini. Ad ogni modo, quella volta la vidi distrutta per la brutta fine che aveva fatto quel cane di sua zia. Non sapevo come si consolasse una persona dalla perdita di un animale, ma lì l’ho vista nella sua versione più devastata e struccata del suo dolore. Ogni mia parola, pacca sulla spalla, abbraccio mi facevano sentire sempre più inutile. Ma quella è stata una delle poche volte che ho visto l’intimo di una persona. Lei mi ricorda molto una di quelle matrioske della tradizione russa: una matrioska è un insieme di “bambole” in legno che sono contenute l’una dentro l’altra. Lei è così. Ha attorno a se tanti involucri che contengono la bambola più piccola che è quella più indifesa e interna. Si circonda di corazze, è giusto il plurale perché puoi scalfirne una, ma mai tutte. Quella volta però era “nuda”. Non faceva che piangere. Piansi anche io perché avevo tra le mani un essere tanto delicato quanto bisognoso. Le feci vedere un po’ di tv spazzatura per strapparle qualche sorriso con esito positivo. Mi disse che per lei era importante che ci fossi. Ha voluto fare l’amore ma non per se, ma quasi come a ringraziamento per la mia presenza lì. Era meglio di no, lei era distrutta. E’ stata una delle poche volte in cui l’ho vista mettere da parte se stessa per fare una cosa che volessi io e lo apprezzai moltissimo.

Se solo fossimo tutti un po’ “animali” ovvero veri, istintivi, reali… Siamo animali pensanti e questo non ci da affatto una marcia in più. Non sono mai riuscita a essere veramente nuda davanti a nessuno, forse molto di rado davanti a lei, ma se tutte le mie debolezze fossero manifeste, sarei vista in maniera molto diversa da come sono vista adesso dalla collettività.

“La realtà è la pena, fuggi”
No, sono stanca.

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